Stassi Anastassov nuovo CEO di Ferretti Group, la presidenza va a Tan Ning
Alla fine, ha vinto Weichai. Ma definirla semplicemente una vittoria assembleare sarebbe riduttivo - quasi offensivo nei confronti della complessità di ciò che si è consumato nelle ultime settimane attorno a Ferretti Group.
Quella andata in scena oggi a Milano non era un'assemblea ordinaria di rinnovo del consiglio. Era il punto di caduta di una crisi societaria che ha mescolato finanza, geopolitica, difesa nazionale e orgoglio industriale in un modo che nella nautica italiana non si era mai visto con questa intensità. Alla fine, la lista sostenuta da Ferretti International Holding - il veicolo attraverso cui il gruppo cinese Weichai controlla circa il 39,5% del capitale - ha ottenuto il 52,3% dei voti assembleari e otto consiglieri su nove. Alla lista di Azùr AS, riconducibile a KKCG Maritime, è andato un solo seggio: quello di Katarína Kohlmayer.
Il risultato era atteso, ma non scontato fino all'ultimo. Perché nelle ore precedenti all'assemblea si era tentato di tutto per fermarne l'esito.
I rappresentanti di KKCG avevano chiesto formalmente che il diritto di voto di Weichai venisse inibito per l'intera partecipazione, o in alternativa che l'assemblea fosse rinviata in attesa degli accertamenti avviati presso le autorità competenti. La base di questa richiesta era l'esposto presentato nei giorni scorsi alla Presidenza del Consiglio, in cui KKCG ipotizzava possibili violazioni della normativa Golden Power: secondo questa ricostruzione, la Ferretti Security Division svolgerebbe attività riconducibili al settore della difesa, e questo avrebbe richiesto notifiche preventive specifiche che l'azionista cinese non avrebbe mai effettuato. L'assemblea non ha accolto né la richiesta di sospensione del voto né quella di rinvio. Le operazioni assembleari si sono svolte regolarmente, e il fronte Weichai ha portato a casa il risultato cercato.
Il momento più carico di simbolismo era però arrivato il giorno prima. Piero Ferrari aveva rassegnato le dimissioni immediate da vicepresidente e consigliere, con una lettera indirizzata al board e al collegio sindacale che non lasciava spazio a interpretazioni. "Frustrazione e delusione" per quanto accaduto nelle ultime settimane, un riferimento esplicito ad acquisti azionari effettuati da soggetti vicini a una delle fazioni in campo e rimasti sotto le soglie di comunicazione obbligatoria, e - parole precise - la volontà di non voler più associare il proprio nome e la propria eredità industriale all'attuale situazione societaria. Ferrari se n'è andato sbattendo la porta, e il rumore si è sentito.
Con il nuovo CdA insediato, la presidenza va a Tan Ning, che nel comunicato post-assemblea ha parlato di "continuità, stabilità e crescita" ringraziando il board uscente e Alberto Galassi "per il lavoro svolto negli ultimi dodici anni". Parole di circostanza, forse, ma anche il segnale di come si intende gestire la transizione: senza strappi pubblici ulteriori, con il tono di chi ha vinto e non ha bisogno di insistere.
Il vero cambio di passo, però, è quello operativo. Per il consiglio convocato d'urgenza il 15 maggio è stata proposta la nomina di Stassi Anastassov come nuovo Amministratore Delegato. È la fine ufficiale dell'era Galassi: undici anni alla guida del gruppo, la quotazione a Hong Kong, quella successiva a Milano, la costruzione di una leadership mondiale nei segmenti premium e superyacht. Un percorso che ha trasformato Ferretti in ciò che è oggi - e che ora passa nelle mani di qualcun altro.
Il nuovo consiglio fotografa senza ambiguità i rapporti di forza: accanto a Tan Ning e Anastassov siedono Patrick Sun, Zhang Xiaomei, Jin Zhao, Zhu Yi, Federica Marchionni, Donatella Sciuto e Katarína Kohlmayer. Quattro consiglieri della lista di maggioranza sono qualificati come indipendenti. I comitati interni seguono la stessa logica: Patrick Sun alla guida del Comitato Controllo e Rischi, Zhu Yi al Comitato Remunerazione, Tan Ning alla presidenza del Comitato Strategico, Federica Marchionni a quello sulla Sostenibilità.
In questo stesso contesto l'assemblea ha approvato il bilancio 2025: ricavi netti da nuovo a 1,231 miliardi di euro, in crescita del 5%, EBITDA adjusted a 202,8 milioni con margine al 16,5% e una posizione finanziaria netta positiva per 111 milioni. Dividendo da 0,11 euro per azione. Numeri che raccontano un'azienda industrialmente solida, il che rende ancora più evidente che la battaglia degli ultimi mesi non è mai stata sul merito industriale, ma sul controllo.
Quello che resta aperto è tutto il resto. Le contestazioni di KKCG sul Golden Power non si archiviano con il risultato assembleare: gli accertamenti avviati presso le autorità competenti proseguono, il Copasir continua a seguire la vicenda, e l'attenzione delle istituzioni italiane verso asset considerati strategici - soprattutto quelli con una componente legata alla difesa - non si è certo attenuata. La partita regolatorio-politica è ancora in corso.
Sul fronte industriale, il nuovo corso sembra puntare sulla continuità della strategia impostata da Weichai dal 2012 in poi: presidio dei marchi, rafforzamento della presenza globale, mantenimento della base produttiva italiana. Un programma ragionevole, sulla carta. Ma dopo l’uscita di scena di Galassi e Ferrari - due figure che in modi diversi incarnavano l’anima del gruppo - Ferretti entra in una fase nuova. Con una governance ridisegnata, un management da costruire e alcune domande aperte a cui prima o poi bisognerà dare risposta.
La vittoria di oggi è chiara. Molto meno definito è invece il quadro di medio termine. Le prossime mosse del nuovo management diranno se il gruppo saprà mantenere quell’equilibrio tra visione industriale, identità italiana e leadership internazionale che negli ultimi anni ne ha sostenuto la crescita. Perché Ferretti non rappresenta soltanto uno dei principali player mondiali della nautica di alta gamma, ma anche uno degli asset simbolici del Made in Italy industriale nel mondo.
Allegato a questo articolo vi lasciamo il comunicato stampa rilasciato poco fa, a chiusura dell'assemblea di oggi.
©PressMare - riproduzione riservata


