L'Amer F100 Angiola II naufragato in Sardegna
Naufragio dell’Amer F100 Angiola II. La nota del cantiere
Si indaga sulle cause dell’affondamento dell’Angiola II, un Amer F100 di 30 metri, avvenuto ieri nelle acque antistanti Porto Cervo, tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro. Contrariamente a quanto riportato o lasciato intendere da alcuni articoli comparsi in queste ore, non si tratta di un’unità nuova bensì usata di sei anni, consegnata al nuovo armatore, un imprenditore italiano, solo pochi giorni fa. Da ciò che sappiamo, il passaggio di mano era stato preceduto da un intervento di manutenzione e refit svolto da un cantiere che si trova in Toscana.

Secondo le prime ricostruzioni, l’affondamento sarebbe stato preceduto da un’avaria al motore che avrebbe provocato un principio d’incendio. A bordo si trovavano 14 persone, tra ospiti ed equipaggio, tutte tratte in salvo grazie all’intervento delle imbarcazioni che navigavano nelle vicinanze e ai successivi soccorsi coordinati dalla Capitaneria di porto di La Maddalena. Il proprietario è rimasto a bordo fino all’arrivo dei mezzi di soccorso.
Lo yacht giace ora adagiato su un fianco a circa sette metri di profondità. Al momento non risultano sversamenti di carburante in mare e l’area resterà sotto monitoraggio fino all’arrivo del rimorchiatore della ditta specializzata incaricata delle operazioni di recupero.
Nel frattempo Amer Yachts ha diffuso una nota per precisare alcuni aspetti relativi all’unità coinvolta, ritenendo inesatte alcune informazioni circolate nelle prime ore successive all’incidente. Di seguito il testo integrale della dichiarazione di Barbara Amerio, Co-CEO di Amer Yachts.
“Con questa nota vogliamo chiarire alcune inesattezze apparse sulla stampa. Si tratta di una barca usata, varata nel 2020 e passata più volte di proprietà; l’ultima vendita, tra privati, è avvenuta tramite broker esterni al cantiere. Ne abbiamo seguito la manutenzione finché è rimasta in garanzia. Come chiunque altro, siamo sollevati che passeggeri ed equipaggio siano al sicuro, e come chiunque altro siamo in attesa di accertamenti ufficiali. I serbatoi sono strutturali a doppio fondo: se la barca verrà rimossa correttamente, non ci saranno perdite di carburante. È doloroso vedere affondare una barca a cui abbiamo lavorato per un anno e mezzo, curata come tutte le nostre, fino ai più piccoli dettagli.”
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