Alberto Galassi

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Ferretti Group 2014-2026: l'era di Alberto Galassi tra prodotto, industria e crescita globale

Editoriale

13/04/2026 - 15:16

Sono ore cruciali per il futuro del Gruppo Ferretti. Oggi si chiudono i termini dell’OPA parziale promossa da KKCG, passaggio che rappresenta solo il primo snodo di una partita più ampia destinata a proseguire nei prossimi giorni con la presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione.

È in questa sequenza ravvicinata — adesioni all’offerta, definizione degli assetti azionari e proposta della nuova governance — che si gioca l’equilibrio futuro del gruppo. Da un lato l’azionista di riferimento Weichai, dall’altro il gruppo guidato da Karel Komárek, con una fase intermedia in cui il ruolo degli investitori istituzionali e dei soci privati può risultare determinante.

In questo contesto, la posizione dell’amministratore delegato Alberto Galassi assume un rilievo particolare. Nel confronto tra i due blocchi, il manager ha mantenuto finora un profilo formalmente neutrale, evitando di esporsi direttamente nello scontro tra la componente cinese e quella riconducibile all’imprenditore ceco. Tuttavia, al di là della neutralità formale, è evidente che il suo futuro alla guida del Gruppo Ferretti è uno degli elementi impliciti — ma centrali — nella definizione dei nuovi equilibri.

La scadenza dell’OPA e la successiva presentazione delle liste segneranno quindi il passaggio da una fase prevalentemente finanziaria a una pienamente industriale e strategica, nella quale si definirà non solo la composizione del board, ma anche l’indirizzo operativo del gruppo nei prossimi anni.

È proprio alla luce di questo passaggio che diventa utile rileggere i dodici anni di gestione Galassi, dal 2014 a oggi: un periodo che ha visto il Gruppo Ferretti passare da una fase di difficoltà finanziaria a una posizione di leadership nello yachting internazionale, attraverso un percorso articolato fatto di rilancio industriale, sviluppo prodotto e crescita globale.

Quando il gruppo cinese Weichai acquisì Ferretti nel 2012, l'azienda era fortemente indebitata, sull'orlo del default. L'intervento finanziario - circa mezzo miliardo di euro - fu decisivo per evitarne il collasso. Tuttavia, l'operazione fu strutturata in modo preciso: mantenere intatto il volto italiano dei marchi che lo compongono. Il mercato, infatti, non avrebbe accettato uno yacht di lusso percepito come "cinese". La strategia è stata quindi chiara: capitale e solidità finanziaria dalla Cina, identità, design e cultura nautica dall'Italia.

Gli italiani, guidati dall'amministratore delegato Alberto Galassi, hanno garantito il DNA del prodotto: artigianalità, qualità costruttiva e quello stile di vita italiano che rappresenta un elemento chiave nella vendita. Il modello ha funzionato. Il gruppo è tornato competitivo e nel 2025 ha registrato ricavi per circa 1,23 miliardi di euro, con un portafoglio ordini ai massimi storici.

Quando Galassi assume la guida del Gruppo nel 2014, la società si trova in una fase complessa, con marginalità negativa e risultati economici ancora lontani dall'equilibrio. I ricavi si fermano a 281 milioni di euro, mentre le perdite superano i 50 milioni, segnale evidente della necessità di un intervento strutturale che non può limitarsi al solo riequilibrio finanziario.

Il punto di partenza del rilancio è duplice: da un lato il rafforzamento patrimoniale garantito dal supporto dell'azionista Weichai, con un aumento di capitale da 80 milioni e ulteriori risorse messe a disposizione; dall'altro una strategia industriale che individua nel prodotto e nella capacità di progettazione la leva principale per tornare competitivi.

È proprio sul prodotto che si misura il primo cambio di passo. Già nel 2015 il gruppo avvia un piano di sviluppo senza precedenti, destinando risorse significative alla progettazione di nuove gamme e arrivando a mettere in cantiere 27 modelli. Non si tratta solo di un ampliamento quantitativo dell'offerta, ma di una ridefinizione della piattaforma industriale: le nuove imbarcazioni coprono un arco più ampio di lunghezze e segmenti, dai flybridge ai modelli sportivi, fino alle unità dislocanti destinate alla navigazione a lungo raggio.

In questo contesto si inseriscono progetti che diventano rappresentativi della nuova fase. Il Pershing 82, introdotto nel 2016, sintetizza l'approccio del gruppo al segmento ad alte prestazioni: scafo planante, trasmissioni di superficie e velocità superiori ai 45 nodi, con sistemi di gestione automatica dell'assetto che ottimizzano consumi e comportamento dinamico.

Parallelamente, sul fronte delle unità dislocanti e semi-dislocanti, Custom Line sviluppa piattaforme come la Navetta 33, pensata per la crociera a lungo raggio. Qui il focus si sposta su autonomia, stabilità e volumi interni, con scafi ottimizzati e layout su più ponti che riflettono una crescente attenzione alla vivibilità di bordo.

Questa doppia traiettoria - performance da un lato e comfort dall'altro - diventa uno degli elementi strutturali del posizionamento Ferretti, permettendo al gruppo di presidiare segmenti differenti senza perdere coerenza progettuale.

I risultati di questa strategia emergono già nel breve periodo. Nel 2015 l'EBITDA torna positivo, mentre nel 2016 il gruppo registra il primo utile netto dal 2008, con 14 milioni di euro e un EBITDA superiore ai 50 milioni. La crescita del valore della produzione, che supera i 560 milioni, conferma che il rilancio non è solo contabile, ma sostenuto da una reale ripresa industriale.

Custom Line Navetta 33

In parallelo, prende forma un piano di rafforzamento della struttura produttiva. Il cantiere di Ancona, destinato alle unità di maggiori dimensioni, viene progressivamente sviluppato come hub industriale per yacht in composito, acciaio e alluminio, con una concentrazione crescente delle attività legate ai brand del gruppo. Questo processo segna un passaggio importante: da una struttura frammentata a una piattaforma produttiva più integrata, capace di gestire programmi complessi e incrementare le economie di scala.

Il 2017 e il 2018 rappresentano anni di consolidamento. I principali indicatori economici continuano a crescere, con utile netto che supera i 30 milioni e un valore della produzione che si avvicina ai 700 milioni.

Ma è soprattutto sul piano industriale e strategico che il gruppo compie un ulteriore salto. L'acquisizione di Wally, completata nel 2018, introduce all'interno del portafoglio un marchio caratterizzato da un approccio progettuale fortemente innovativo, capace di anticipare tendenze e contaminare anche le altre gamme del gruppo.

Questa operazione non è isolata, ma si inserisce in una visione più ampia che negli anni successivi porterà a rafforzare l'integrazione verticale della filiera, anche attraverso l'acquisizione di fornitori strategici e lo sviluppo diretto di competenze produttive.

Alberto Galassi, a sinistra, con Luca Bassani Antivari, fondatore Wally

Alla fine del 2018, il Gruppo Ferretti non è più semplicemente un'azienda in fase di recupero, ma una realtà che ha ricostruito la propria identità industriale. Il rilancio passa attraverso una combinazione di fattori: una gamma rinnovata, una struttura produttiva più solida e una strategia coerente che mette al centro il prodotto come elemento di sintesi tra design, ingegneria e posizionamento di mercato.

Alla fine del quadriennio 2014-2018, il Gruppo Ferretti ha completato un passaggio chiave: da una fase di difficoltà finanziaria a una struttura industriale nuovamente solida, sostenuta da una gamma rinnovata, investimenti consistenti e una chiara direzione strategica.

Il turnaround è ormai alle spalle. Ma è proprio da questo momento che inizia la fase più interessante.

Negli anni successivi il gruppo accelera ulteriormente, portando sul mercato modelli destinati a ridefinire i rispettivi segmenti - dagli open Riva alle piattaforme Ferretti Yachts di nuova generazione, fino all'evoluzione sportiva Pershing - mentre sul piano industriale prende forma un sistema produttivo più integrato, con cantieri ampliati e nuove acquisizioni nella filiera.

È anche il periodo in cui Ferretti consolida la propria presenza sui mercati internazionali e costruisce le basi per il salto dimensionale che porterà, nel giro di pochi anni, al superamento del miliardo di euro di ricavi e alla doppia quotazione sui mercati finanziari.

Domani, nella seconda parte dell'articolo analizzeremo questa fase di espansione: i modelli più rappresentativi, l'evoluzione dei cantieri e le operazioni strategiche che trasformano Ferretti in un player globale dello yachting.

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