Capelli Alma 27

Capelli Alma 27

Capelli Alma 27: debutto sul Garda con vento e onda formata. Il nostro test

Barca a motore

29/04/2026 - 11:22

Lo scorso 1 aprile siamo stati invitati a Salò, sul lago di Garda, per la presentazione in anteprima del nuovo Capelli Alma 27, modello con cui il cantiere di Spinadesco rientra nel segmento degli open sotto gli otto metri.

La presentazione ufficiale è avvenuta all’interno di Motonautica Zanca, dealer Yamaha e concessionario Capelli.

In una sala allestita con le slide del progetto, un tecnico del cantiere ha illustrato la barca partendo dal nome. “Alma”, infatti, è la forma poetica italiana di anima, e la presentazione in brochure gioca su questo registro: "Da tempo aspetto di farmi conoscere. Di raccontarmi. Di dire chi sono. Perché anche io, come te, ho un'anima." Per un cantiere nato nel 1974 sulle rive del Po, fondato da Davide Capelli e poi cresciuto con il figlio Umberto fino a produrre oltre 800 imbarcazioni l'anno fra rigidi e pneumatici, il messaggio e chiaro: si riparte dall'identità.

Ci hanno spiegato che il progetto nasce da un'analisi di mercato condotta sui competitor diretti nel segmento degli 8-9 metri: Saxdor 270 GTO, Axopar 25 Cross Bow, Quarken 27, Nimbus T8, Sterk 26, Cap Camarat 7.5 WA, Wellcraft 28. La conclusione del cantiere è che il mercato si divide oggi fra due scuole: quella nordica, con più spazio all'esterno e layout tipo center console, e quella mediterranea classica, walk-around con grande cabina e meno coperta libera. Alma 27 è un crossover fra le due, con l'obiettivo dichiarato di un posizionamento paneuropeo.

Carena e struttura

La carena è completamente nuova, realizzata in infusione nello stabilimento di Spinadesco, sviluppata attraverso studi fluidodinamici (CFD) sia nella configurazione monomotore sia in quella bimotore. Non ha step. La scelta è consapevole: rinunciare al gradino significa perdere qualcosa in velocita assoluta, ma guadagnare prevedibilità di comportamento e comfort a tutte le andature, non solo a regime pieno. Le curve di consumo non presentano picchi bruschi nel passaggio dalla fase di dislocamento alla planata, e la gestione dei consumi resta lineare su tutto l'arco di utilizzo.

Dal punto di vista strutturale, Alma 27 introduce un sistema che il cantiere considera inedito per la propria produzione: cinque moduli assemblati in un monoblocco unico. Il reticolo di rinforzi corre da poppa a prua, e dimensionato in coerenza con i volumi interni e incollato con adesivi strutturali ad alta resistenza. Le parti della struttura che non lavorano come rinforzo diventano gavoni o supporti per i moduli della cabina. Tutto il progetto è stato seguito internamente a Spinadesco, dall'ufficio tecnico e dall'ufficio stile di Capelli, senza esternalizzazioni.

La coperta: un divano a tutto baglio

Chi conosce i gommoni Capelli (Tempest, in particolare) sa che il divano a “C” a tutto baglio è una soluzione standard nel catalogo RIB del cantiere. Portarlo su un'imbarcazione rigida è meno scontato, perché di norma gli open di queste dimensioni mantengono un passaggio laterale verso poppa. Alma 27 rinuncia a quel passaggio e guadagna un'area conviviale di larghezza e profondità notevoli, con schienali alti a regolazione meccanica a scatto, due corrimani laterali che corrono lungo tutta la murata, e un sistema a doppio tavolo. La configurazione standard prevede un tavolo doppio in vetroresina con gambe abbattibili e stivabili nel gavone di poppa; l'optional è un tavolo in Flexiteek con doppia gamba idraulica, che si abbassa per trasformare l'intera zona in un prendisole.

La panca-guida è il secondo blocco funzionale: pannello in Flexiteek apribile, sotto al quale si trova un lavello a doppia vasca; sul lato poppa un frigorifero da 65 litri di serie, un mancorrente di sicurezza rivestito nello stesso tessuto della cuscineria, e sul lato prua le due poltrone pilota separate, bracciolo centrale con doppio portabicchiere, prese USB, vano stivaggio e una pattumiera integrata (un dettaglio che di solito compare su imbarcazioni di taglia superiore). Le due tasche laterali hanno doppia funzione: porta-oggetti e alloggiamento per le casse dell'impianto stereo opzionale.

Consolle e postazione di guida

Sulla consolle, il cantiere ha separato visivamente la strumentazione motore (posizionata in basso) dalla zona navigazione GPS (in alto, dietro un pannello in plexiglass). La predisposizione è per due display da 12 pollici in flush mount. Il parabrezza integra un profilo guida per il capottino: il che significa che nella versione con hard-top è già predisposta la chiusura frontale, oppure quella perimetrale completa. La banda nera che corre da lato a lato della tuga, integrando gli oblò di dritta e sinistra, è l'elemento estetico più riconoscibile della vista laterale.

Prua: forma nuova, funzione chiara

La prua è diversa da quella dei precedenti modelli Capelli. La linea del dritto di prua è spezzata, la forma è più arrotondata e larga, meno affusolata. In pratica: il prendisole di prua è più grande, con chaise longue integrata nello schienale della consolle, e la piattaforma di sbarco è più funzionale. L'ancora è integrata sotto il musone, in una nuova configurazione che libera completamente il passaggio sul piano di coperta. Il boccaporto flush deck amplia la ventilazione della cabina e si aggiunge ai due oblò laterali.

Il passaggio laterale verso prua è simmetrico su entrambi i lati, con corrimani in due versioni: standard (più bassi) e optional con maniglione (più alti e protettivi).

T-Top Wide Body

Fra gli optional, il T-Top Wide Body a tutta larghezza cambia l’estetica della barca. La struttura è in acciaio inox verniciata nello stesso RAL della vetroresina (il che elimina il contrasto cromatico tipico dei T-Top metallici). Si appoggia sulle murate per non ingombrare il passaggio in coperta. Sulla parte superiore si possono installare pannelli solari e barre portatutto opzionali. Sotto, invece, troviamo un sistema di illuminazione LED perimetrale integrato nelle curve della struttura, che di sera illumina tutto il pozzetto.

Interni: open space con materiali premium

Sotto coperta il concetto è diverso dal classico layout cabinato. Il cantiere ha scelto un approccio open space: il WC è a scomparsa, nascosto sotto il mobile interno di dritta; a sinistra, zone di stivaggio. L'altezza interna massima è di 1,85 metri, il letto ha una profondità di 1,95 metri. Le finiture sono in Fenix, lo stesso laminato opaco antimpronta usato su modelli di gamma superiore come il Tempest 42 e lo Stradivari 52. La pavimentazione è in Flexiteek, con una forma leggermente stondata che segue l'andamento della carena e da la percezione di maggiore larghezza. L'illuminazione è stata curata con un doppio sistema: diretta e indiretta diffusa perimetralmente.

Motorizzazioni

La versione monomotore monta il Yamaha F350NSA2 X: V6 a 60 gradi, 4.256 cc, 24 valvole, DOHC con VCT, 293 kg, rapporto di riduzione 1,75. Elica Salt Water II 15 1/2 x 18. Bollettino Yamaha (3 persone a bordo, 180 litri di carburante, acqua dolce a 15 gradi, vento 3 m/s): velocita massima 43 nodi, 0-20 nodi in 6,0 secondi, 0-30 in 9,0, miglior consumo 0,6 Nm/L fra 2.500 e 3.000 giri, autonomia teorica 224 miglia al 95% del serbatoio.

La versione bimotore adotta due Yamaha F200SA X: quattro cilindri in linea, 2.785 cc, 16 valvole, DOHC con VCT, 242 kg cadauno, rapporto 2,00. Bollettino: 45 nodi di massima, 0-20 in 4,5 secondi, 0-30 in 7,3.

Dotazione standard

Consolle di guida, cuscineria completa, doccia, frigorifero 65 L, luci di navigazione, panca guida con portabicchieri/lavello/pattumiera, tavolo poppa, scaletta a scomparsa, serbatoio carburante 390 L, serbatoio acqua dolce 94 L, timoneria idraulica, verricello elettrico, cabina allestita con pavimentazione Flexiteek, 6 bitte di ormeggio, caricatori USB/USB-C, luci pozzetto, divano a C con vani stivaggio, corrimani prua e poppa in acciaio.

Optional principali

T-Top Wide Body con struttura verniciata, tendalini di poppa/prua/pozzetto con pali in carbonio, pannelli solari (max 10,8 A, solo con hard-top), barre portatutto per T-Top, tavolo abbattibile con cuscino prendisole, chiusura perimetrale consolle/panca, boiler acqua calda 220V, impianto 220V, fornello portatile, WC marino con serbatoio acque nere 41 L, frigorifero cabina 30 L, radio con 4 casse, rivestimento Flexiteek plancette di poppa e gradino prua, rivestimento totale Flexiteek pozzetto, pulpito di prua con maniglie, elica di prua, plancette bimotore, copriconsole e copripanca.

I numeri della scheda

Lunghezza fuori tutto 8,68 metri, lunghezza scafo 7,95 (sotto gli 8 metri, un dettaglio non secondario per le normative sul trasporto stradale), larghezza 2,54, altezza massima 2,85, immersione circa mezzo metro. Peso a secco 1.900 kg senza motori. Omologazione D/C, portata di 12 persone in categoria D e 8 in C, due posti letto in cabina. Serbatoio carburante 390 litri, acqua dolce 94, acque nere 41.

In acqua

La prova è stata effettuata a metà pomeriggio con vento e altezza delle onde calanti. Nei giorni precedenti e la mattina stessa del 1 aprile, infatti, le condizioni meteomarine erano talmente avverse da non rendere possibile un test prestazionale della barca in condizioni di totale sicurezza. La barca a disposizione per la prova era quella equipaggiata con la singola unità Yamaha da 350 HP. Della barca, ormeggiata di prua, abbiamo immediatamente apprezzato la facilità di accesso a quest’ampia area, poi la manovrabilità a bassa velocità in uscita dal porticciolo, resa più agevole dalla presenza del bow-thruster del rinnovato sistema Helm Master EX. Procedendo verso il largo con onda al mascone, siamo rimasti soddisfatti della protezione offerta dal disegno dell’opera morta, che non ha permesso agli spruzzi d’acqua di raggiungere il pozzetto, ma anche di quella offerta dal parabrezza, che ha reso la postazione di guida uno spazio abbastanza silenzioso dove poter intrattenere delle conversazioni con lo “special driver” Umberto Capelli, proprietario del cantiere.

Dopo la prima navigazione di rito, siamo passati al timone per testare le doti dell’Alma 27. Con partenza da fermo, abbiamo immediatamente saggiato la spinta della singola unità Yamaha V6 da 350 HP, raggiungendo la velocità massima senza intoppi e con un assetto praticamente neutro che ha richiesto un leggero aggiustamento del trim solo al massimo dell’andatura, ma giusto per agguantare quel centinaio di giri motore in più e raggiungere i 43 nodi.

Ottimi i consumi che sono rimasti sempre sotto i 3 litri/miglio durante tutto l’arco di utilizzo del motore, con una media di 1,7 litri/miglio tra i 20 e i 25 nodi, velocità ideali per la crociera.

Abbiamo saggiato la manovrabilità e la tenuta effettuando delle repentine virate su entrambi i bordi senza riscontrare “sovrasterzi” e imbarcate, con inclinazioni sempre contenute.

In conclusione

L’Alma 27 di Capelli è un natante molto interessante. Progettato e costruito con cura per una clientela esigente, offre un layout flessibile, capace di accontentare le diverse richieste, con una ricca lista optional per soddisfare anche gli incontentabili. Con la singola motorizzazione Yamaha 350 HP è in grado di regalare emozioni anche agli “smanettoni” ma senza mai preoccupare gli ospiti di bordo, offrendo allo stesso tempo consumi che la rendono la compagna ideale per le crociere estive.

Daniele Carnevali

Il prezzo del Capelli Alma 27 con t-top e motore Yamaha F350NSA è di 145.000 euro + IVA.

GIRI VELOCITA' (NODI) L/MIGLIO MIGLIA/LITRI
700 2,5 1,1 0,9
1000 5,0 0,9 1,1
1500 7,0 1,1 0,9
2000 8,5 1,5 0,7
2500 11,0 1,7 0,6
3000 14,5 1,8 0,6
3500 19,5 1,7 0,6
4000 25,0 1,7 0,6
4500 30,0 1,8 0,6
5000 34,0 2,0 0,5
5500 38,0 2,3 0,4
6000 43,0 2,6 0,4

Accelerazione: 0-20 nodi in 6,0 s / 0-30 nodi in 9,0 s

Velocita max media: 43 nodi / Miglior consumo: 0,6 Nm/L / Autonomia (95% serbatoio): 224 Nm

Condizioni: 3 persone, 180 L carburante, acqua dolce 15 C, vento 3 m/s, elica Salt Water II 15 1/2 x 18

 

©PressMare - riproduzione riservata

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