Finalndia Lakeland

Finalndia Lakeland

Finlandia Lakeland

Turismo nautico

20/07/2026 - 16:34

Poi dicono che uno si fissa sui posti.

E mi chiedo: perché conosciamo così poco quei posti che sono tanto diversi dai nostri quanto carichi di fascino?

Certo, i nostri mari e le nostre coste hanno molte attrattive, ma siamo sicuri che bastino a riempire il bagaglio di esperienze che può gustarsi un diportista?

Bando alle questioni, passiamo alle affermazioni.

Infatti, se del navigare nel mare finalndese te ne ho già parlato, stavolta è la malìa della Lakeland, la regione dei laghi, ad avermi stregato.

A onor del vero, quassù nella Finlandia (e non laggiù nell'Arizona) se non ti dicono dove sei, mare o lago che sia, da straniero è difficile avere contezza dell'ambiente che ti ospita.

Per esempio perché il lago Päijänne, da cui è partita questa mia esplorazione vacanziera della regione, è il secondo per estensione in questa terra che ne ospita poco meno di 188mila (centottantottomila!!!).

È lungo i suoi 120 km, tra canali, fiumi e connessioni che da lui si dipartono e arrivano, consente di navigare per centinaia di miglia e in letteralmente decine di migliaia di bacini lacustri della regione.

Insomma, se vuoi stare una settimana qua a spostarti in acqua, ti cambia poco stare in mare o stare in un lago (ammesso che tu ti limiti a uno…)

Premessa per la toponomastica, io i nomi te li scrivo, tanto voglio vedere come fai a ricordarti tutte quelle doppie (qui raddoppiano anche le vocali) e quei puntini in testa alle lettere.

Però torna comodo per il copia e incolla se vuoi andarci.

Lahti, la porta della Lakeland

Il viaggio parte da Lahti, la città principale della regione, a meno di un'ora di treno dall'aeroporto di Helsinki. 

Si scende sotto il terminal con una discesa che ogni volta mi fa sentire un po' su un ottovolante: bello anche lo spostamento accompagnato da musica e immagini del teatro dell'opera della città.

Si prende un treno per Tikkurila, lì si cambia per Lahti. 

Tutto molto finlandese: preciso, lineare, senza un minuto sprecato.

E siccome sanno anche loro che la lingua finalndese è incomprensibile per chi non la parla, tutte le scritte sono anche in svedese (seconda lingua del paese e parlata da circa il 7% della popolazione, soprattutto chi lavora nella cantieristica nautica) e in inglese.

Qui, più che le bellezze architettoniche cittadine, a valere una visita è il Malva, museo di arti visuali ricavato in una vecchia birreria industriale (la Mallasjuoma, per chi vuole fare lo splendido con i locali).

Per i melomani appassionati c'è la Sibelius Hall, battezzata in onore del compositore finlandese, uno dei più grandi edifici pubblici in legno al mondo e con un'acustica che l'ho capito anch'io quanto è speciale.

Se la giornata è passata tra aeroporto e aereo, stuzzica l'appetito con una passeggiata nel Pikku-Vesijärvi Park.

Qui  c'è una fontana musicale che ogni giorno d'estate si esibisce alle 18:00 e poi proseguire per il Lanu Sculpture Park, dove le sculture contemporanee convivono con la foresta, a riprova del grande amore dei finnici per arte e natura. 

Arrivato al port la cosa che colpisce è la quantità di barche e navette con diverse decine di anni sotto la chiglia, molte delle quali anche centenarie e dalle forme romantiche. 

Alcune usate come mezzi di trasporto e crociera, altre come locali per mangiare e bere.

Ottima la cena al Kokka Bistro & Bar (kokka in suomi significa prua, così per restare in tema), affacciato sul lago Vesijärvi, che attualizza in modo interessante le basi della cucina nordica e finlandese.

Eccellente la carta dei vini, che comprende anche offerte insolite ma stuzzicanti per chi è aperto a sperimentare il nuovo, come il vino di mirtillo, Sametti nella fattispecie. 

Un vino?!?!  di Mirtillo?!?!?! si domanderanno i miei piccoli lettori.

Beh, sì è un vino perché è prodotto fermentando i mirtilli selvatici locali al posto dell'uva e nonostante la ritrosia iniziale che noi italiani abbiamo con chi ci propone qualcosa di così fuori dagli schemi, come vino da dessert è un'eccellente alternativa al porto, al vin santo o al marsala.

E poi il mirto lo bevi, no? E allora puoi provare anche il vino di mirtillo 

Tempo di salire in barca

Via terra, e sarà l'ultima volta in una settimana che per spostarci useremo un mezzo che non vada in acqua, si parte per Padasjoki.

Destinazione Laivaranta Palas: miglior porto turistico della Finlandia nel 2025 e punto di ritrovo per chi va in barca su queste acque.

E tra ragazzini in Optimist, pescatori agguerriti (quanto gli piace tirare su pesci ai finlandesi, anche quando non devono fare dei buchi nel ghiaccio per riuscirci, pensa…), e barche di ogni misura e propulsione si entra nel vivo della crociera per laghi.

E qui entra in scena il lago Päijänne. 

Acque pulite, isole protette da un parco nazionale, una cultura della nautica che qui non è un vezzo da ostentare o uno status symbol da dimostrare, ma un modo di vivere il tempo libero.

Anche perché le barche, in genere quelle a motore, sono massimo sei metri, più spesso cinque e usate come fast commuter per raggiungere il summer cottage, o per navigare di baia in baia,  di ristorante in ristorante, di club in club.

Infatti dopo un paio di ore a gironzolare per isolette e golfi, seguendo anche il tempo dei colleghi giornalisti impegnati con il FinnBoat floating show, pausa caffè a Sysmä, all'Ilola Inn hotel boutique sul lago con attracco, premiato due volte come miglior porto turistico finlandese. 

Qui, è bellissimo vedere come sia stato conservato il nucleo storico della costruzione che ha 138 anni: le pareti dell'appartamento più prestigioso, che affaccia direttamente sul lago sono ancora del legno originale e si vede, all'interno, tra le tavole la fibra naturale intrecciata e infilata tra le fessure per sigillare gli eventuali passaggi di aria. 

Kavhituaku, la pausa caffè, che qui si chiama kahvi, appunto) con torta al cioccolato in un ristorante-bar in cima a una collina che non trovi se non ti dicono dove andare, in mezzo a un bosco che sembra quello delle favole, con casette colorate che accanto al numero civico espongono un vaso di piante floreali.

E pochi metri più nel verde una galleria d'arte che ospita mostre di artisti locali (qualcuno davvero notevole).

Da qui la destinazione è stata la baia nord dell'isola di Ykskoivu, per ormeggiare sulle banchine della sede meridionale del club nautico LPS.

Ecco, se avessi dovuto immaginare una baia da sciogno, per dirla alla Briatore, in un contesto del genere sarebbe stata proprio come questa: un imboccatura stretta che si apre in un golfo lungo circa trecento metri, circondato da abeti con le strutture in legno del circolo nautico tra cui la sauna, da cui tuffarsi direttamente nel lago. 

E poi la vera chicca: l'isola di Kelvenne, gioiello del Parco Nazionale di Päijänne, dentro il geoparco UNESCO di Salpausselkä (sono belli i nomi finlandesi, eh?!)

Spiagge di sabbia lunghissime e paesaggi modellati dai ghiacciai dell'ultima era glaciale. 

Con la bellissima usanza locale per chi svolge campeggio libero di avere a disposizione le strutture pubbliche.

Dove accendere con il fuoco da campo: all'aperto o sotto un riparo (ci sono due postazioni, hai visto mai piove).

E i bagni con i wc che non usano lo scarico, ma la segatura per ricoprire il… prodotto interno lordo.

E in effetti, in questo mercoledì di giugno, un paio di famiglie stavano beneficiando di luogo e infrastrutture.

E data la numerosità di siti come questo, è difficile che qui non si trovi un posto "tutto per me".  

Ora solo una nota sulle acque in cui si naviga.

Sono trasparenti, quasi da bere e, in effetti, poi vedremo come, gli abitanti di Helsinki bevono tutti quest'acqua.

A colore, però siamo messi meglio noi mediterranei, che possiamo puntare anche sui blu e sui turchesi invece che solo sui verdi e sui marroni.

Ma d'altra parte, chi ha gestito la terraformazione di quest'area era troppo impegnato a disegnare laghi e isole che non si è ricordato di ordinare il liquido per tempo… 

Così si è dovuto accontentare di quello che è rimasto dopo che tutto il resto del mondo aveva già effettuato le sue scelte, ma, alla fine: verde in terra, verde in acqua, ci sta, dai.

In ogni caso, quando sei qui in una giornata di sole si capisce perché i finlandesi non sentano l'obbligo di andare a cercare il mare altrove.

Poi di nuovo in barca sempre con gli occhi molto attenti ai segnali di navigazione e al chartplotter: credo che i navigatori locali ringraziano il suo arrivo in commercio ogni volta che rientrano in porto senza aver preso un sasso.

Ma anche questo fa parte del fascino di queste acque: è bello sentirsi in grado di arrivare dove ci pare, perché abbiamo riconosciuto miragli e cardinali.

O perché, più prosaicamente, abbiamo seguito la traccia sul gps.

In ogni caso, quassù, da quando l'acqua ritorna liquida, da aprile in poi, navigando si incrociano in lontananza, motoscafi, barchini a vela e barchette a remi.

E questo succede ogni giorno, perché qui per decidere se uscire o no, non si segue la meteo, ma il calendario.

In altri termini: il mese è uno di quelli in cui ci possono essere molte ore di luce e (potenzialmente) anche di sole?: ok si ece

E questo nonostante un tempo che nell'arco delle 24 ore può spaziare su tre stagioni di fila per pioggia, vento, sole e copertura nuvolosa.

I finlandesi escono sereni e felici a godersi l'inizio dell'estate e giornate che, praticamente, non conoscono il buio.

Si arriva a sera all'ormeggio del Lehmonkärki Resort, un luogo dove la tradizionale cultura del cottage, la casa di vacanza fuori città, incontra il design contemporaneo.

È uno spettacolare centro di vacanza, aperto e gestito da una famiglia che possiede queste terre da oltre 500 anni.

Una destinazione che, in questo caso, lavora 12 mesi l'anno, sull'acqua d'estate e sulla neve d'inverno. 

Ville e cottage per ogni tipo di necessità fuoriporta, dalla settimana di ferie in famiglia, alla fuga romantica, fino ai weekend di team building.

Anche la vip house che ci hanno riservato, con sei camere da letto per dire, aveva un gran tavolo da pranzo, nascosto nel quale si trovano prese per i pc, e controlli per il proiettore

E poi, chicca tra le chicche, c'è la Haassi Mirror House pensata per chi vuole regalarsi una vacanza di coppia adult only (è specificato anche nelle brochure: vacanze senza bambini) in un contesto unico al mondo.

Si dorme proprio sulla riva del lago, a qualche metro sopra la superficie in stanze delle pareti totalmente trasparenti (per chi è dentro) e a specchio per chi le guarda da fuori perché ok l'isolamento, ma è sempre bene garantire la privacy.

E poi, in questo ameno contesto, hai il gusto di provare 4 tipi di sauna differenti, tre delle quali con vista sul lago dove andrai a immergerti dopo poco e, altre due che, nonostante fosse il quinto viaggio in Finlandia, non avevo mai provato.

La Tar sauna, o sauna alla resina di pino, con la forma a igloo e profumatissima (sarà mica per questo che ci mettono la resina?) 

E poi, la Smoke sauna, o sauna affumicata, quella che i finlandesi definiscono l'università della sauna, perché solo chi  ha già avuto esperienza con le altre sa davvero godersela.

Qui non c'è comignolo e il fumo che non esce dalla porta è conservato all'interno: una sauna tanto particolare quanto capricciosa, è capitato in passato che durante le fasi di riscaldamento qualcuna di queste si incendiasse.

Per questo non è la sauna più diffusa (anche se è universalmente la più amata dai locali): d'altra parte si sa che spesso estasi e tormento convivono gomito a gomito.

In ogni caso, dopo la sauna, bagno nel lago.

Vääksy, il canale che non si ferma mai

Terza mattina via per Vääksy, dove si pranza al Majakkapaviljonki, altro porto premiato, accanto al canale storico che collega i laghi Vesijärvi e Päijänne dal 1871 ed è il più trafficato corso d'acqua interno della Finlandia: nel villaggio che si è formato intorno trovia cultura nautica, negozi locali e caffè da cartolina.

Qui ci siamo anche imbattuti in un raduno di auto d'epoca con ben due Ford Model A degli Anni 30, svariate altre macchine storiche e persino una Fiat Argenta 2.0 i.e con cambio automatico. 

Trovo significativo che un'auto a cui non ha mai creduto neanche la Fiat (era una 132 rivestita) sia stata non solo acquistata a queste latitudini ma anche conservata in ottimo stato per oltre 40 anni.

Oltre a godersi una bella passeggiata lungo il canale stesso, mi è piaciuta molto la fermata nel centro visitatori Päijännetalo.

Nell'ex caseificio dove oggi è questa duplice struttura, da una parte troviamo un agile museo sulla vita locale con un paio di cose interessanti da vedere.

Uno è la ricostruzione in scala di cosa significava stare qua durante il picco della più recente era glaciale, quando 3 km di ghiaccio ricoprivano queste terre.

Ecco si capisce perché di montagne qua ce ne sono poche e quelle poche hanno profili molto dolci e sono pieni di affossamenti che oggi chiamiamo laghi.

Due, il processo di filtrazione e pulizia dell'acqua che da questo enorme bacino all'interno e intorno al quale scorre la vita, arriva nei bicchieri di chi vive a Helsinki (e visto il costo dell'acqua in bottiglia è pure l'acqua che chi si trova a Helsinki beve).

Senza entrare nei dettagli dei vari passaggi fisici e chimici di pulizia e filtraggio posso dire che ogni volta che sono stato a Helsinki ho solo bevuto acqua del rubinetto ed era buonissima!

Tre, la sezione del tunnel in legno che per 120 km porta l'acqua da qua alla capitale solo grazie alla forza di gravità e scorrendo a circa 20 metri di profondità per mantenere costante la temperatura dell'acqua per tutto l'anno.

Nell'altra metà dell'ex centro di produzione formaggi c'è oggi il birrificio Kanavan Panimo, famoso per produrre birre artigianali di alta qualità utilizzando malto locale. 

Da moderato bevitore e non da esperto ho scoperto la Vasta: una birra bionda pensata come birra da sauna. Perchè da queste parti birra e sauna vanno molto d'accordo e sono spesso associate.

Dunque la vasta (o vhita, dipende dalla zona della Finlandia in cui ci si trova) è quella fascina di rami di betulla con le foglie che i finlandesi usano per "frustarsi" quando sono in sauna.

L'esperienza è peculiare, si riattiva la circolazione superficiale sia per l'impatto (delicato in realtà) delle frasche, sia per lo spostamento di aria calda verso la zona frustata.

Insomma, un upgrade dei benefici della sauna.

E siccome il ciclo a cui si dedicano da queste parti può durare anche due o tre giri che alternano sauna e bagno freddo, tra un ingresso e l'altro nella camera del calore ci si reidrata.

Nulla vieta di bere acqua, tisane o succhi di frutta, ma da queste parti preferiscono la birra e ti assicuro che non ho fatto fatica ad adattarmi.

Da citare anche altre specialità del birrificio, come la Sulku Pils: una pilsner premiata con 87 punti dal Tastings.com e la Kippari Dark Lager: una dark lager che ha vinto la medaglia d'oro al Concours International de Lyon.

E il Sahthi una birra tradizionale finlandese, una delle più antiche bevande fermentate d'Europa che Jukka Karlstedt, che con il fratello Jan ha aperto il birrificio nel 2015. ha definito una via di mezzo tra la birra attuale e quella prodotta dai Sumeri.

Ricca, densa e con note dolciastre, lieviti selvaggi, l'assenza di bollitura del mosto aromatizzato con bacche e rami di ginepro.

Insomma, navigare da queste parti significa mescolare spostamento con attività una volta arrivati alla destinazione che hai scelto per quella parte di giornata.

Per chi sta da queste parti l'approccio mediterraneo: esco dal porto, navigo mezz'ora, arrivo in rada, do fondo all'ancora e sto tutto il giorno nello stesso posto in attesa di rientrare la sera, è qualcosa di molto lontano dal loro girovagare di baia in baia.

Forse è proprio questo il punto. In Lakeland la barca è quel mezzo che ti consente di accedere a mille esperienze diverse spostandoti nel modo che ti da sempre la possibilità di scegliere la tua vai, di non subire il traffico, e di fermarti ogni volta che vedi qualcosa che vale al pena godersi per un po'.

Altro che fissarsi sui posti. Qui il posto si fissa su di te.

Giacomo Giulietti

©PressMare - riproduzione riservata

PREVIOS POST
Varato a La Spezia il nuovo Riva 96' Argo Super
NEXT POST
A soli 17 anni Gabriele Antoniazzi vince l’Act 4 open della RS21 Cup